Come annunciato dal sito ADNKronos, il 2 ottobre 1908 comparve il primo fumetto in edicola. Sono trascorsi 100 anni da quel giorno. Che cosa è cambiato da allora? E quale sarà il futuro del fumetto italiano?

Sono apparsi e scomparsi tantissimi personaggi. A tutt’oggi non riesco a trovare, né in edicola né in fumetteria, un personaggio nuovo che mi appassioni. Spesso- troppo spesso- si tende, come sottolineato da Bonelli nell’articolo che ho citato, a far emergere uno stile nipponico nella grafica dei personaggi, sia umoristici che realistici.

Purtroppo a me quello stile proprio non va giù, non lo sento mio, non lo sento italiano, non riesce a comunicarmi nulla, c’è troppa differenza di cultura a dividere i nostri mondi.

In edicola acquisto ancora Alan Ford, l’unico personaggio in grado di farmi evadere dalla realtà quotidiana. Ho acquistato parecchie testate della Bonelli, che ho poi abbandonato via via. Nessuno ha saputo catturarmi, né io sono riuscito a legarmi a nessuno di loro.

Nelle fiere del fumetto vado in cerca delle opere del grande Jacovitti, che non smette di entusiasmarmi, o di Bonvi o di Magnus. Non cerco altro.  Non mi interessa altro. Almeno fin quando non apparirà qualcosa di originale, di unico, che si adatterà perfettamente ai miei difficili gusti.